Non occorre essere stupidi per fare sciocchezze
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"Stupido è chi lo stupido fa" diceva con incrollabile candore Forrest Gump. Per Carlo M. Cipolla invece gli stupidi esistono davvero: sono una categoria di persone dalle caratteristiche inconfondibili e incorreggibili sulle quali si è divertito a infierire nel suo libro cult "Allegro ma non troppo". Chi dei due ha ragione? Purtroppo, sostiene Paolo Legrenzi, la stupidità non è assenza di intelligenza e può colpire chiunque - a determinate condizioni - anche le persone dotate di un quoziente di intelligenza superiore (per inciso, sembra che il Q.l. di George W. Bush non fosse inferiore a quello del suo avversario John Kerry). Quali sono allora le trappole cognitive e le circostanze sociali che ci inducono a commettere una sciocchezza di cui poi ci pentiremo amaramente ("Ma come diavolo ho fatto a...")? E quanto conta il giudizio degli altri? Legrenzi racconta cosa hanno da dirci in merito le scienze cognitive alla luce di alcuni casi storici ed episodi di cronaca recente (da Clinton ai cortili di casa nostra).
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