Visioni dell'alienazione: dalla distopia d'inizio Novecento al cyberpunk
Prezzo
30,50 €
Tasse incluse
Meozzi Tommaso
Studi di letterature moderne e comparate
Libro in brossura
17 Novembre 2017
Nuovo
Questo studio analizza, attraverso il concetto di "alienazione", un corpus di opere letterarie e cinematografiche che hanno al centro la descrizione fantastica di regimi totalitari, e che possono essere ricondotte al genere della distopia, o utopia negative-. Si tratta in primo luogo di alcuni classici del genere: Die andere Seite (Alfred Kubin, 1909), My (Evgenjj Zamjatin, 1924), Brave New World (Aldous Huxley, 1932) e 1984 (George Orwell, 1949) per quanto riguarda la narrazione letteraria; Metropolis (Fritz Lang, 1927) e Biade Runner (Ridley Scott, 1982) come esempi cinematografici. Spingendo l'analisi fino ai nostri giorni, il volume contestualizza nel genere della distopia alcune opere centrali per la cultura cyberpunk - il romanzo Neuromancer (William Gibson, 1984) e la trilogia filmica The Matrix (Wachowski Brothers, 1999-2003) - considerando anche due opere rappresentative del cyberpunk italiano - il film Nirvana (Gabriele Salvatores, 1997) e la raccolta di racconti Sangue sintetico. Antologia del cyberpunk italiano (a cura di Roberto Sturm, 1999). A partire dagli inizi del Novecento, attraverso l'epoca fordista, i grandi totalitarismi, fino ad arrivare alla società "informatica", l'analisi intende dimostrare come la distopia dia forma alle complesse interazioni tra i due aspetti presenti nel concetto di "alienazione": l'alienazione dell'individuo nei rapporti di potere e il delirio psicologico. Parallelamente, l'indagine si sofferma sui modi in cui la dimensione fantastica seduce il fruitore dell'opera distopica e permette uno sguardo diverso, "straniato", sulla realtà.
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