Note su «Hegel. Stato e diritto» di Evgeny Pashukanis
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14,64 €
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Nel 1931 Evgeny Pashukanis, il grande giurista sovietico autore de "La Teoria generale del diritto e il marxismo", nel centenario della morte di Hegel, pubblica un saggio dal titolo "Hegel. Stato e diritto" (Gegel'. Gosudarstvo i pravo) con cui, attraverso una breve retrospettiva della filosofia hegeliana, riflette, marxisticamente, sulla capacità dell'ideologia borghese di utilizzare Hegel come arma di difesa, quando una determinata società, quella in particolare che va dagli anni Venti agli anni Trenta del '900, comincia ad essere attraversata dalla paura del comunismo e da crisi che ne mettono in pericolo la sua stessa sopravvivenza. A questo livello, l'interesse capitalistico - seguendo la lettura pashukanisiana di Hegel - non avrà altro scopo che quello di eliminare qualsivoglia potenzialità sovversiva che la crisi economica è destinata a produrre, riformulando le nozioni di Stato e diritto che, tra obbedienza, disciplina e difesa della patria, giungono al riconoscimento ufficiale del proletariato schiacciato in una condizione in cui tutti i rapporti di produzione e riproduzione sociale vengono trasferiti sul terreno dello sfruttamento come sua definitiva sussunzione nel capitale.
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